La creatività come strumento di realizzazione delle potenzialità individuali e di reinserimento sociale. Questo è lo spirito dell’Atelier Santa Chiara, il laboratorio creativo nato nel 2017 all’interno del Progetto Santa Chiara. Si tratta dell’iniziativa lanciata dall’associazione Vo.Re.Co. (Volontari Regina Coeli) che si prefigge di dare assistenza alle vittime di reato e che ha sede nella parrocchia di Santa Dorotea a Trastevere. «La nostra è un’assistenza integrata – spiega Adele Macrini, la psicologa da cui è partito il progetto -. Alle vittime garantiamo non solo sostegno e accompagnamento psicologico ma anche assistenza medica e legale grazie all’ambulatorio di strada e al patrocinio gratuito che si trovano nel Centro Vo.Re.Co a via della Lungara».

Un intenso lavoro di rete che ha il suo riferimento in padre Vittorio Trani, il fondatore dell’organizzazione che dal 1978 presta la sua opera a favore dei detenuti di Regina Coeli e che si impegna da quasi due anni ad allargare la propria utenza anche a chi è estraneo al carcere e subisce danni materiali o traumi psicologici. «Nel nostro Progetto non dimentichiamo nessuna vittima di reato – prosegue la psicologa -. Ci occupiamo di tutti: dall’anziano derubato in casa da finti agenti di polizia alle famiglie lasciate sul lastrico da parenti ludopatici; dal giovane che ha subito bullismo alla vittima di stalking e mobbing». Una presa in carico competente che non solo prevede un percorso riabilitativo e di inclusione sociale ma permette anche di individuare i bisogni e le priorità di quanti chiedono aiuto. Per molte di queste persone, sottolinea Macrini, «il bisogno può essere anche solo materiale. Un piccolo aiuto che rappresenta, però, un nuovo inizio e il segno di un rinnovamento».

Aiutare gli assistiti a uscire dall’isolamento per riprendere in mano la propria vita: questo l’intento del Progetto Santa Chiara che ha reso operativo, all’interno del centro in via di Santa Dorotea, un laboratorio artigianale in grado di assicurare un iniziale sostegno economico alle vittime. L’atelier, affidato a otto volontarie, riunisce con frequenza settimanale le persone assistite, le quali contribuiscono alla realizzazione di accessori e oggetti che vengono poi messi in vendita per raccogliere fondi a sostegno dell’associazione e delle stesse vittime. «Una formula del tutto nuova» che incentiva la ripresa di un’attività lavorativa e il recupero della propria identità. «Dare loro un’occupazione aiuta a elaborare una nuova stima e sicurezza verso se stessi», aggiunge la dottoressa, ricordando che «l’attività creativa e ludica stimola la comunicazione, la socialità e il sentirsi parte di un gruppo che, nel caso dell’Atelier, è accogliente e coeso». Una piccola collettività in cui ciascuno è prezioso: chi infatti ha difficoltà a lavorare manualmente si occupa di cercare e mantenere i contatti con quanti sostengono e collaborano con il progetto.

L’Atelier sarà presente quest’anno con un proprio stand ad Abilmente Roma, il Salone delle idee creative organizzato da Italian Exhibition Group SpA (Ieg), in programma alla Fiera di Roma da oggi, 26 settembre, fino a domenica 29 settembre. Per l’occasione, il laboratorio porterà dei lavori a tema natalizio, realizzati con vecchi materiali. «Diamo a questi oggetti nuova vita –  racconta Macrini -. Un’attività dal valore metaforico che riflette perfettamente l’orizzonte lavorativo con cui ci approcciamo alle vittime di reato».

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